lunedì 23 luglio 2012

23-07-2012 - Giorno 1

Dicevo che l'appartamento ci piace. Beh appena spenta la luce ci (mi) é piaciuto un po' meno. Idem stamattina alle 0615 circa. Tutto bene eh, peccato che non ci siano tapparelle o imposte: niente tranne delle tende bianche semitrasparenti (tipo quelle usate sopra i letti negli ospedali africani per proteggere i malati dalle punture di zanzara malarica).

Va beh poco male, la stanchezza aiuterà il sonno. Stanotte almeno lo ha fatto.

La sveglia con luce naturale ci ha permesso di essere operativi presto e ció é stato un bene, visto che ci siamo ripromessi di non fare un'altra vacanza sullo stile dei massacranti 4 giorni e mezzo a Parigi da neo sposi.

Dopo un'ottima doccia (ma sono sicuro che la vasca da bagno non incontrerebbe i favori di qualcuno di mia conoscenza...ma forse nemmeno il contesto) e 10 dollari di colazione da Ms. Dahlia's (di cui 4 solo del mio cappuccino... da domani si passa al the...) ci tuffiamo nella Grande Mela, destinazione Guggenheim (vacanza rilassata, si era detto...).

Raggiunta Manhattan in metro (il biglietto unlimited per 7 giorni costa $29 contro i $2.25 della corsa singola) decidiamo di uscire subito a dare un'occhiata. Trovandoci a Fulton street, il primo impatto é giá con il nuovo Worldwide Trade Center in costruzione, oltre che con una dimensione cittadina fuori scala rispetto ai nostri precedenti parametri.

Decidiamo che fare il giro per andare a vedere le fontane monumentali (previo acquisto del pass) richiede una pianificazione piú attenta nei prossimi giorni e quindi riprendiamo la Metro fino all'86esima strada.

Il Guggenheim di New York é un'avveneristica costruzione degli anni '50 dello scorso secolo che é all'avanguardia ancora oggi. L'unico elemento che "tradisce" la sua etá é la pavimentazione: una finta veneziana grigio-biancastra che si inerpica scrupolosamente anche sui battiscopa. Non si usa più, dai.

Comunque é tutto semplicemente fantastico. Probabilmente lo scriveró ancora. Il bianco della struttura e la disposizione delle non troppe opere lungo le rampe concentriche ha qualcosa di magico e ipnotico. Senza contare Kandinsky.

Dopo il Guggenheim andiamo a saggiare Central Park. Lo slancio iniziale prevedeva di attraversarlo da nord a sud fino ad uscirne.

Quasi due ore e quattro hot dogs dopo (e dopo averne attraversato nemmeno un quinto...), abbiamo pensato che era meglio rimanere all'idea di "vacanza rilassata" e quindi, rimandata anche la visione del Rose Center for Earth & Space (e del planetario), abbiamo ripreso la metropolitana fino a Times Square.

Usciti a Times Square siamo stati presi a schiaffi in faccia dalla cittá mastodontica: le decine e decine di mega cartelloni luminosi, gli spettacoli di Broadway, le luci, i taxi, le bandierone luminose, turisti come formiche, negozi fantastici, il Nasdaq... Insomma un'orgia di input.

Da Times Square abbiamo visto bene di farci nove streets, quattro avenues e le stesse nove streets indietro, fino a Gran Central Station, passando per il Rockefeller Center. Una passeggiatina.

Ma quanti cacchio di soldi ha 'sto Rockefeller? Ha plasmato il volto di un bel pezzo di questa città: da non crederci.

La Grand Central é proprio Grand, ma veramente Grand. Tanto Grand che il piano sotto all'androne principale é un grandissimo ristocaffé multiplo dove si puó mangiare e bere qualsiasi cosa, dal panino al sushi, dal salmone affumicato ai pasti kosher, dallo champagne alla limonata all'agave (buonissima).

A questo punto siamo giá troppo stanchi per vedere altro e torniamo all'appartamento per riposarci un po' prima di uscire a cena... e... Hey, aspetta, dove l'ho giá sentita questa...?

E infatti qualche ora dopo eccomi qui sul divano a caricare questa pagina, dopo qualche ora di sonno profondo e con la sagoma di Anna illuminata dalle luci della strada che filtrano dalle tende.

Si insomma, tornati in appartamento, dopo una sempre ottima doccia, ci siamo addormentati come pere cotte.

Dicevo: dove l'ho giá sentita?

A Parigi...

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