venerdì 27 luglio 2012

26-07-2012 - Giorno 4

Ormai siamo clienti fissi di Ms. Dahlia's ( http://dahliascafe.com/ ).

Stamattina peró piove e quindi torna utile l'ombrellobe da 10 dollari preso da un ambulante vicino al Rockefeller.

Oggi decidiamo di dedicare buona parte della giornata alla visita del MoMa, arrivandoci quasi direttamente in metro.

Una volta arrivati, capiamo che sarebbe stato meglio acquistare i biglietti online, ergo abbiamo bisogno di un accesso wireless comodo.

Ed ecco che ci dirigiamo comodamente al Rockefeller Center per usufruire del wireless libero dell'androne e comprare due biglietti mobile (ti compri il biglietto e poi all'entrata lo fai vedere al personale direttamente dal tuo iPhone/iPad... evito facili commenti entusiastici). Il tutto si traduce effettivamente in un risparmio di fila notevole.

Lo facevo piú piccolo, il MoMa. Invece dopo la ristrutturazione del 2004 (ad opera dell'architetto giapponese Yoshio Taniguchi - ho fatto i compiti) é una struttura di 58.000 metri quadri su cinque piani, anche se quelli veramente importanti sono gli ultimi due.

Tra il quinto e il quarto piano il nostro stomaco reclama attenzione. Valutiamo cosí le opzioni atte a soddisfarlo, optando per il ristorante (abbiamo ormai una consolidata esperienza - positiva - dei ristoranti dei musei).

Il ristorantino, in realtá, é la Bar Room del The Modern (http://www.themodernnyc.com): un ristorante chic (con prezzi abbordabilissimi) con una simil-nouvelle cuisine franco-statunitense.
(très chic)
Si, lo so che detta cosí non si capisce una fava... Peró é tutto ottimo. Con MasterCard.

Nel museo ci sono talmente tante cose da vedere che ci rimaniamo piú di 5 ore, compreso il pranzo.

Usciti dal MoMa, iniziamo ad essere un pelino stanchi e quindi optiamo per finire il tardo pomeriggio in cittá e poi ritirarci a Brooklyn dopo un fast food.

Che si fa nelle prossime due ore? Si va da Macy's - "the largest store in the world" - la versione americana dei Lafayette/Harrods.

Americana in tutti i sensi. Innanzitutto perché é enorme (si estende, lungo la 36esima, dalla sesta alla settima avenue: un intero isolato!). E poi perché ci si trovano sia ottime occasioni per qualsiasi cosa, sia americanate allucinanti.

Adesso capisci perché in giro vedi tanta gente che sembra scappata di casa...

La serata finisce con un Memphis BBQ Hamburgher e un Chicken grilled Hamburgher al BurGer KinG (che io confidenzialmente pronuncio con la G dura, alla romana).

Nessun commento:

Posta un commento