Ero semplicemente troppo stanco per scrivere, stanotte.
Stamattina, visto che ieri ci siamo addormentati presto, siamo partiti presto con l'ottimo proposito di raggiungere Manhattan a piedi, via Brooklyn Bridge. Se il buongiorno si vede dal mattino...
Essendo le 0720 ora locale, tutti i bar vicino casa sono ancora chiusi e quindi aspettiamo di trovare un locale vicino all'entrata del percorso pedonale del ponte.
Da Celeste's, il classico pub da colazioni americano che si vede in mille film, siamo costretti a prenderci questi tre pancakes serviti con burro, sciroppo d'acero e fragole, accompagnati con the al limone, succo d'arancia e un bicchierone d'acqua ghiacciata (fornitoci d'ufficio al nostro arrivo). Buonissimi i 4 pancakes... Si erano 3 ma uno l'ho acquisito da Anna che non ce la faceva piú. Io si. Del resto non si lascia nulla nel piatto, è sinonimo di maleducazione...
Raggiunto finalmente il ponte si ha un colpo d'occhio pazzesco su Manhattan e ovviamente sulla parte sud dell'East River. Vale veramente la pena di farsi la sfacchinata, credetemi. E poi é ottimo per digerire i pancakes.
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| Corsettina mattutina |
Decidiamo quindi di andare verso sud: essendo una bella giornata potremmo fare il tour di Ellis & Liberty Island. Ci incamminiamo dunque lungo Broadway entrando subito nella Cappella di San Paolo che si situa tra Broadway e il Wolr Trade Center e, come fanno notare i memorial totems all'interno, é stata miracolosamente risparmiata dai crolli. Ecco perché é diventato un 9/11 memorial fatto chiesa. Toccante, ma all'americana, ovviamente.
Un po' piú a sud entriamo nel distretto finanziario ed é subito orgia nippogiappo: nella notte devono esserci stati sbarchi di turisti dal Giappone.
Ci muoviamo tra l'invasione di occhi a mandorla per fare le classiche foto al bandierone di Wall Street e della statua di Giorgio Washington davanti alla Federal Reserve (le due sono quasi una di fronte all'altra).
Continuando verso Castle Clinton (l'imbarco per i tour delle isole), ci sarebbe il toro di bronzo, ma é praticamente nascosto da torme di ragazzini nippogiappi e quindi lascio la foto a quando il Sol levante si sarà dignitosamente ritirato dalla pugna.
Arrivati a Castle Clinton dopo una piccola sosta ristoratrice sulle panchine di Battery Park, compriamo il biglietto per il tour delle isole (Liberty ed Ellis) ma, vista la fila chilometrica sotto il solleone all'imbarco, decidiamo di tornare l'indomani mattina (il biglietto puó essere utilizzato entro 3 giorni dall'acquisto).
Dopo un'altra micrososta torniamo da dove siamo venuti, incamminandoci lungo Broadway e fermandoci a pranzare ad un fast food di Sushi (perché non ne fanno anche da noi...?). Ti prendi la vaschetta, la bibita, paghi e ti siedi a mangiare senza romperti troppo le palle. Fantastico, anche perché il pesce é fresco e la vaschetta te l'hanno appena preparata sotto i tuoi occhi.
Dopo pranzo che si fa? Si cammina, é ovvio!
Quindi prendiamo la metro e scendiamo ad Union Square e da lí, dopo un rinvigorente the verde di Starbucks (con relativa prenotazione su internet di due biglietti per l'Empire State Building - sempre usufruibili entro 3 giorni), risaliamo lungo Broadway.
"Dai, lí avanti c'é il Flatiron Building, facciamo due passi...". Bello il Flatiron, spero che le foto siano effettivamente belle come sembravano dal display della reflex.
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| Il Flatiron Building |
A questo punto vi invito a consultare una mappa di New York: da Union Square all'E.S.B. sono circa 20 streets e 3 avenues. Ma la giornata é ancora ben lungi dal finire.
Essendo adesso nel "club del 102", posso dirvi che l'Empire State Building é una visita OBBLIGATA per chi va a New York. Dal 86esimo, ma ancor di piú dal 102esimo piano si domina tutta la cittá e si inizia a capire bene come é fatta. Una vista veramente mozzafiato. Ci si rimarrebbe delle ore. E infatti tra code all'entrata, controlli stile aeroporto, altra coda prima degli ascensori (corredata da filmatini in stile cartone animato di Batman che spiegano quanta energia si possa risparmiare ristrutturando i grattacieli), ci si rimane effettivamente delle ore.
Ecco come passare un pomeriggio. Consigliatissimo, anzi d'obbligo.
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| La vista dal 102esimo, verso nord |
Sbrigata la toeletta, consultiamo le nostre guide e decidiamo di andare da tale Broadway Joe a mangiarci una bistecca come si deve.
E qui si consuma la perla della giornata.
Dovete sapere che evidentemente sto invecchiando e, complice anche la stanchezza, la sera ho dei cali di vista sensibili (ed ovviamente sono troppo orgoglioso per inforcare gli occhiali prima di leggere...).
L'indirizzo di Broadway Joe sarebbe 315 West 46 St. Cioé sulla 46esima strada, nel lato Ovest al numero 315.
Io peró non ho dato peso a quel numero civico (pensando che in una street i numeri civici siano univoci) e invece di St. Ho letto 5st. per cui ho interpretato che il ristorante si trovasse vicino all'incrocio tra la 46esima strada e la 5a avenue. How conveniently due strade prima c'é la fermata della metro a Grand Central. Facilissimo: si scende a Grand Central Station (42esima strada), si sale di 4 e siamo lí...
Invece non sapevo che dalla 1st street in su (a dirla tutta vale giá da Houston street), tutte le strade vengono divise in due lati (est ed ovest) dalla quinta avenue e le numerazioni dei civici partono da zero, ambo i lati, proprio dalla quinta avenue.
Quindi per chi non avesse ancora capito, all'angolo tra la 5a avenue e una qualsiasi street c'é il civico numero 0 sia sul lato est sia su quello ovest (da una parte e anche da quella oposta a 5a avenue).
Detto questo potete immaginare quanti isolati disti il numero TRECENTOQUINDICI dallo 0, cioé da dove pensavo che fosse il ristorante.
Piú di metá città da est ad ovest.
A piedi.
Dopo tutto il resto dei km fatti durante il giorno ( vi ricordate il ponte di Brooklyn? Tutta la zona di Wall Street andata e ritorno? Da Union Square all'Empre State - grattacielo compreso)? Ecco.
Vacanze rilassate, si diceva.
Invece ho rischiato il divorzio...
E pensare che vedendo per la prima volta la cittá di notte avevo pensato "Sembra piú piccola, illuminata". Sembra.
Comunque la bistecca era buonissima, nonostante il cameriere pseudoitaliano potesse far pensare ad una bidonata.



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