Ecco cosa ci aspetta stamattina, ma arriviamo direttamente a Battery Park in metro eh. Basta km a piedi! Detto, fatto.
Visto che ieri sera, tra passeggiata e cena, siamo andati a letto piú tardi (e ancora piú stanchi), stamattina siamo riusciti a fare di nuovo colazione da Ms. Dahlia's (nel senso che ci siamo alzati piú tardi).
Raggiunto Castle Clinton ci imbarchiamo senza troppe complicazioni verso Liberty Island e poi Ellis Island. Visto che non ci é parso molto sensato perdere tempo con la vecchia francesona di rame, ci siamo limitati a guardarla dal battello e abbiamo proseguito subito verso Ellis, senza nemmeno scendere alla prima fermata.
E abbiamo fatto benissimo perché la visita ragionata di Ellis Island richiede almeno tre ore; tra ricostruzioni storiche, spiegazioni sulle vecchie leggi d'immigrazione, centinaia di foto di immigrati, oggetti, riflessioni...
Per chi non lo sapesse, Ellis Island é stato il punto di approdo degli immigrati negli Stati Uniti per quasi un secolo. Da lì sono transitati piú di 12 milioni di immigrati.
Consigliatissimo anche questo. Specialmente agli americani stessi: tutti gli statunitensi dovrebbero far visita ad Ellis Island una volta raggiunta l'etá della ragione. Cosí capirebbero da dove vengono.
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| L'edificio principale di Ellis Island |
Vista la fame e la stanchezza, facciamo finta di non vedere il cubo Apple né FAO Schwarz e ci imbuchiamo in un ottimo fast food bio, rifocillandoci a dovere.
Rìnati, facciamo la doverosa visita al cubo di vetro (passando per un Nike Store di cinque piani), ma sopratutto al paradiso dei bambini (FAO Schwarz). Caro Filippo, ti ho pensato molto.
Con un sacchetto di caramelle di ogni tipo in mano, ci incamminiamo verso Grom (all'angolo opposto di Central Park - Columbus Square) per un gelatino bio, quando ci si materializza davanti agli occhi il desiderio del giorno precedente: il noleggio della bicicletta!
Un'ora piú tardi siamo dalla parte opposta di Central Park (in senso longitudinale, stavolta), sudati come dei salmoni nella risalita di un fiume, ma soddisfatti.
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| "Dai, vai avanti tu." "Aspetta un attimo...non ho abbastanza spazio di manovra..." |
Assaggiato il gelato di Grom e riconsegnate le bici, decidiamo che siamo troppo stanchi per tentare di fare come ieri sera e quindi optiamo per una cena di facile accesso prima di tornare definitivamente all'appartamento.
Puntiamo il nostro faro verso il Chelsea Market, un grande edificio di mattoni tra la 15esima strada e la 9a avenue che ospita diversi negozi e ristorantini non convenzionali fra i quali c'é The Lobster Place (grazie del consiglio Gian!).
Risolto anche l'equivoco dell'esatta ubicazione del Chelsea Market (é appunto una decina di strade piú a sud della 26esima, dove noi ci siamo fermati con la Metro confidando nella scritta "Chelsea" sulla mappa.... No comment...), ci godiamo la nostra cena composta da un sandwich di aragosta per me e da una fettina di salmone in umido su un letto di Cous Cous per Anna.
Sublime.
Vale il prezzo del biglietto aereo.
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| Please, don't touch the lobsters |



WOW .....che "bestiaccie"
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