Mi sono sposato.
Ecco perché la figura sproporzionata di un aereo su una mappa dice che il Boeing 747-400 su cui mi trovo é sopra all'Atlantischer Ozean (voliamo chez Lufthansa), mentre io ascolto incomprensibili gargarismi di musica indiana alla radio fornita dal mio bracciolo destro.
Dopo un ascolto approfondito non posso fare a meno di notare che la musica indiana ha qualche affinitá con la musica reggae... Nel senso che dopo 3-4 pezzi ti sei giá rotto le scatole e passi ad altro.
Comunque, per chi si fosse messo in ascolto solo ora, stiamo volando verso New York (e la California poi)!
Finalmente le meritate ferie.
Siamo partiti da Venezia nel primo pomeriggio, in perfetto orario verso il nostro scalo a Francoforte e senza alcun intoppo, escludendo i due bambini seduti dietro a noi (i quali hanno visto bene di commentare ad alta voce ogni maledetta fase del fortunatamente breve viaggio).
Sbarcati nell'aeroporto piú grande d'Europa secondo i tedeschi, si é subito respirata un'altra aria: niente piú accenti mestrini ma odore di würstel e bretzel.
E una serie di ciccioni muscolosi di colore ed in ciabatte in fila al nostro imbarco.
Sul Boeing siamo seduti nei posti vicino al corridoio nella fila centrale: li ho scelti pensando alla comoditá nell'alzarsi a piacimento durante il viaggio senza dover scavalcare o essere scavalcati da nessuno. É stata una buona pensata, anche perché alla mia sinistra si é seduto un colosso di 130kg, etto piú, etto meno.
Ad ogni modo riusciamo a guadagnare il suolo statunitense ("ALL NON-IMMIGRANTS AND VISITORS THIS WAY" strillato sotto li primo dei molti bandieroni a stelle & strisce che vedremo nelle prossime 3 settimane) ed a superare quasi indenni l'immigration (il simpatico poliziotto Geslak ha voluto a tutti i costi sapere in che senso io ed Anna formiamo una famiglia e che lavoro facciamo e no, signore, non si appoggi al desk - io mi stavo giá immaginando la sua mano sulla pistola) ed ad uscire dall'aeroporto in meno di un'ora.
Dopo un'altra oretta siamo finalmente a Brooklyn, praticamente dentro un film americano, tra Deli groceries, Ford Crown Victoria che hanno finito il rodaggio da un pezzo, furgoncini di 6 metri e Ducati taroccate con. I led sulle fiancate.
Due blocks piú in lá veniamo accolti dalla festosa Amanda, la proprietaria del "nostro" appartamento. Questa splendida ed affabile cinnamon girl ci illustra brevemente la disposizione degli ambienti spartani ma di gusto e sopratutto puliti e poi passa ad elencarci i posti in cui far colazione, cenare, comprare. Come se Brooklyn fosse una metropoli a sé stante e non un sobborgo di New York. Bellina, Amanda.
Salutata la padrona di casa decidiamo di scendere al Deli a comprare acqua e una bibita al Mango e poi predisporci a dormire, ormai é quasi mezzanotte. Possiamo ormai fregarcene del jet lag, vista anche la stanchezza del viaggio e quella accumulata in questi ultimi mesi...
Devo dire che per aprire il tuo blog, non potevi scegliere giorno migliore: 22 - 07. Basta questo per garantire la buona riuscita di tutto il viaggio, anche se, sono certo, ti mancherà molto l'accento mestrino. Divertitevi. Ciao. Mario (il cugggino che una volta è morto).
RispondiEliminaIn ritardassimo...........buon viaggio, vi seguo!
RispondiEliminaCon la bibita al mango avete già vinto l'America.
RispondiEliminaAmanda in passato faceva film porno, come tutte le abitanti di NY.