La mattina seguente ci svegliamo presto e proviamo a telefonare al numero verde dell'aeroporto, ma il robot risponde che non ha idea di dove siano le nostre valigie.
Awanagana!
Un paio d'ore dopo io e zia Bertilla siamo in aeroporto... e subito vedo le due sagome rosse lucide. Grazie United. Grazie al cazzo di spavento che ci hai fatto venire.
Appena tornati a casa di zia Bertilla buttiamo i panni sporchi a lavare ed asciugare, mentre ci spariamo la colazione americana: pane di cassetta tostato con burro e marmellata, uova e pancetta croccante.
Richiuse le valigie si parte tutti alla volta del lago Tahoe. La comitiva é composta da 6 persone + 1 cane: io, Anna, Bertilla, Enrico (il cugino di Anna in visita da zia Bertilla in una pausa di lavoro), Federica (figlia di Bertilla), Cameron (figlio di Federica) e Kevin (un barbone nero, praticamente la versione nera e gigante del nostro Oliver).
Inizia finalmente il nostro family trip.
Il lago Tahoe é un immenso lago montano di origine vulcanica, al confine tra California e Nevada; meta di villeggiatura estiva ma anche invernale (cerco di immaginare quanto dev'essere figo sciare con il lago all'orizzonte), é raggiungibile da Sacramento in meno di due ore di auto.
Parcheggiate le auto in un punto strategico, prendiamo armi e bagagli e andiamo subito in spiaggia. Non facciamo in tempo ad arrivare che Cameron ed Enrico sono giá in acqua.
"Dai vieni anche tu!"
"No, non ho messo il costume..."
Ma poi penso che non capita tutti i giorni di fare il bagno nel lago Tahoe... e cosí passo le due ore successive a far fare i tuffi a Cameron e grazie a lui scopro che l'acqua é salata!
Immaginate di fare il bagno in un mare circondato da vegetazione montana e con gli aghi di pino sul fondale...
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| Siamo tutti Montgomery Cliff (che qui si innamoró di Liz Taylor)... |
Risaliti dall'acqua é quasi ora di dividerci (io, Anna e Bertilla continuiamo il viaggio, mentre Federica, Cameron, Enrico e Kevin tornano a Sacramento) e quindi anticipiamo la cena per stare tutti insieme.
Al lago Tahoe c'é di tutto (compreso un supermarket di articoli per animali), quindi per la cena abbiamo l'imbarazzo della scelta.
Optiamo per un Danny's, una catena di fast food aperti 24 ore al giorno, dove si trova di tutto.
Io ordino un'insalata di pollo alla griglia con mele e lamponi tostati e sopratutto un Pacific Chiller. Una ottima bevanda a base di Sprite e al gusto di cocco, banana, lime e arancia...
| The Pacific Chiller |
Carbon City é la classica cittadina lungo la strada di derivazione selvaggio west.
Adesso peró la strada é a 4 corsie...
Localizzato l'albergo, sistemiamo le nostre cose, ci facciamo una doccia e andiamo a finire la serata davanti ad una birra e un gin tonic al casinó di fronte (siamo in Nevada, lo stato del gambling legalizzato, quindi c'é almeno un casinó in ogni luogo abitato).

Il bicchiere del pacific chiller SEMBRA grande per l'inquadratura o è davvero grande come dicono i superstiti dai viaggi in Iu ès èi? Ed è vero che lì mettono il ghiaccio dappertutto?
RispondiEliminaAvete vinto al casino? E al casinò?
Se si incontrano un palombaro e un subbaqquo...
É grande. :-)
RispondiEliminaGhiaccio dovunque ma per i dettagli di questo tipo aspetta il debriefing... ;-)
Anche per i dettagli del casino c'é da aspettare la prossima puntata, che sto scrivendo ora da San Diego ma che facciamo che adesso vado a dormire...
Mbuti