Dopo una mezzoretta di attesa siamo quasi una ventina. Ed ecco che arriva il primo shuttle, ma non é il nostro (ci sono diverse compagnie di viaggi verso il Grand Canyon) e nemmeno quello della cicciona americana ansiosa. Salutiamo i nippogiappi con la mano aperta. Nemmeno il successivo é il nostro, idem dicasi per la cicciona sudata e sempre piú in ansia.
Proprio quando inizio a temere che la signora sia con noi, arriva il nostro shuttle e no, signora, questo non é il suo autobus.
Mentre l'autista parte a razzo verso il vero punto di raccolta del tour, mi giro a guardare la signora, ormai disperata, e tiro un sospiro di sollievo: non stava zitta un attimo.
Al punto di raccolta troviamo una frugale colazione a base di biscotti quaccheri e the alla temperatura di fusione del nocciolo (nei classici bicchieroni americani di polistirolo, che notoriamente non permettono il minimo cambio di temperatura ai liquidi posti al loro interno), ma anche il nostro simpatico autista Lucious (si, é proprio scritto così: simile a luscious, anziché Lucius), un negrone baffuto col cappello da cowboy, camicia rossa e pantaloni neri, che ci indirizza all'autobus numero 4, come il numero scritto sul nostro sticker (che abbiamo appiccicato sulla maglietta prima della colazione).
Poco dopo la partenza ci accorgiamo che Lucious non é solo un autista, ma anche la voce narrante: ad ogni punto interessante prende in mano il microfono e spiega questo e quello con la sua voce calda. Sembra di andare in gita con Barry White.
Non ci vuole molto per arrivare al confine tra Nevada ed Arizona, passando sul Memorial Bridge, quasi sopra all'Hoover Dam: una delle dighe piú belle e grandi del mondo, nonché una delle cose che píú volevo vedere in questo viaggio.
Purtroppo peró siamo dalla parte sbagliata del ponte e non riusciamo a vedere niente. Lucious ci promette che se facciamo i bravi al ritorno rallenterá e si accosterá a destra per permetterci di vedere la diga.
Dopo una sosta breve a Kingman e due ore e mezza di viaggio dalla partenza, ci fermiamo a Williams per un ottimo pranzo a buffet (incluso nel prezzo del tour - 75 dolla a testa) al Grand Depot Café (http://www.thetrain.com/Grand-Depot-Café-5688.html ), la stazione di partenza del Grand Canyon Train con tanto di trenino funzionante che passa sopra il perimetro della grande sala da pranzo.
Finito il pranzo in tempi rapidi, risaliamo sull'autobus ed un'oretta piú tardi entriamo nel parco naturale che comprende anche il Grand Canyon, fino a farci scaricare a pochi passi dall'inizio del percorso panoramico del South Rim.
Un minuto dopo e per le prossime due ore ci troviamo davanti al panorama piú mozzafiato che io abbia mai visto. Come ci diceva zia Bertilla, é impossibile capire senza vederlo.
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| Eccoci! |
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| Ma che bell'uccellone! |
Esaurito il percorso panoramico, risaliamo in autobus e rifacciamo il percorso a ritroso fino a Las Vegas, con un altro paio di soste e la sospirata visione serale dell'Hoover Dam illuminato. Fantastico.
| Lucious ci indica l'orario di ripartenza alla penultima sosta |





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