sabato 4 agosto 2012

31-07-2012 - Giorno 9

Dopo tre bicchieroni di succo di raspberry e pane tostato, burro e marmellata, consegnamo le chiavi della camera (che qui sono sempre tessere magnetiche) e ci rimettiamo in viaggio.

Facciamo subito una breve sosta per fare benzina e comprare due-tre cosine per il viaggio al Kmart.

Dici: siamo in un paesotto, il Kmart sarà piccolo, no? No, é grandissimo. Negli states, in generale, é tutto grande o grandissimo. Il loro principio é di poter trovare di tutto e di piú, dovunque e comunque, a tutte le ore.

Il "casolin" del paese...
Consultata la mappa, scegliamo di continuare ancora verso sud sulla 395, per poi andare a prendere la 93 verso Las Vegas, passando attraverso la Death Valley, lungo la 190.

La valle della morte é pazzesca: un immenso deserto di montagne rocciose rosse, nere e violacee, inframezzate da ampie vallate di laghi salini secchi e qualche duna di sabbia. E in tutto questo non c'é anima viva (ma nemmeno morta), tranne un paio di punti di sosta (in cui la benzina costa il doppio del normale). Sembra di essere su Marte.

 
Cercando di non fare troppa strada inutile, tagliamo verso Beatty evitando Zabriskie Point. Niente foto commemorativa, pazienza.
 
Questo ci permette di arrivare a Las Vegas nel primo pomeriggio e poter fare una prima visita della cittá. Proprio per questo motivo l'impatto con Sin City é abbastanza soft: l'arrivo diurno e il fatto di alloggiare praticamente a metá dello strip, cioé la striscia che passa lungo la cittá, da nord a sud, congiungendo i casinó della zona vecchia a quelli della zona nuova (da cui uno dei piú bei giochi di parole che io abbia letto: "the strip's biggest tease" - riferito ad un peep show) in un punto in cui non ci sono altri hotel/casinó, non ci dá l'idea di quello che vedremo nei prossimi giorni...
 
Arrivati allo Stratosphere (hotel | casino | tower, come recita l'insegna all'entrata), scarichiamo le valigie, affidiamo l'auto al valet ed entriamo a fare il check-in, venendo subito assaliti da un odore molto peculiare e non certo buono, che al momento non riconosco.
 
Risolto il check-in e sistemate le valigie in camera, la prima tappa del pomeriggio é al Roxy's, una tavola calda in stile anni '50 all'interno dello Stratosphere in cui i camerieri sono vestiti come i camerieri di Happy Days e ogni tanto prendono in mano un microfono e cantano.
 
Qui inizia la mia passione per la strawberry lemonade: praticamente una limonata con dentro le fragole a pezzettoni. Mescolando per bene diventa rosa, ma la cosa piú figa é rompere le fragole aspirandole con la cannuccia.
 
Finito il pranzo, prendiamo l'autobus che copre tutto lo strip e andiamo verso nord a vedere il primo pezzo della parte nuova della cittá, scendendo poco prima del Venetian/Palazzo.
 
Il Venetian é un hotel/casinó che riproduce Venezia in molti suoi aspetti, condensati nello spazio di un grandissimo edificio, al cui interno c'é appunto un albergo, un casinó e moltissimi negozi e ristoranti.
 
In generale tutto i casinó della zona nuova sono cosí: ognuno ha un tema ed é al tempo stesso hotel, casinó e ha al suo interno negozi, ristoranti/pub e teatri per gli spettacoli piú vari.
 
Nel caso del Venetian, il tema é appunto Venezia.
 
E questo é niente
C'é il campanile di San Marco, le gondole vere, il ponte di Rialto (con i tapis-roulant, idea che non si capisce come mai non abbiano avuto anche i veneziani... ), il palazzo Ducale, tutto riprodotto in scala ma nei minimi dettagli. Poi il resto é tutto in stile, dalle strutture interne agli arredamenti, dalle maniglie delle porte, ai colori, agli addobbi.

Sembra di essere ad una specie di parco divertimenti per adulti, cosa che in effetti é.

Dopo il Venetian, visitiamo il Forum Shop, la parte dei negozi del Caesar's Palace (che, come immaginabile, é in stile antica Roma) situata in un edificio a sé stante che da fuori sembra non molto grande ma che dentro é enorme.

Tanto per rendere l'idea..da notare le cariatidi e sopratutto le scale mobili a semicerchio!
Usciti dal Forum Shop, ci imbattiamo nel vascone del Bellagio e ci fermiamo per ammirare lo spettacolo artistico delle fontane in movimento (a ritmo della musica riprodotta dagli altoparlanti innestati nelle colonne di recinzione della vasca). Veramente impressionante, sebbene il Bellagio offra ben altre piacevolezze...

Ormai é ora di cena e, sopratutto, siamo molto stanchi: torniamo con calma allo Stratosphere, optando per la cena a buffet: tutto il cibo che vuoi/puoi mangiare delle cucine piú varie, per 20 dolla.

L'ultima foto prima di risalire in autobus: il Paris e il Planet Hollywood
Finita la cena, salutiamo la zia Bertilla davanti ad una slot machine e ci fiondiamo a letto, visto che domani ci si alza presto per il tour al Grand Canyon.

 

1 commento:

  1. Fico il minigame delle fragole da spezzare con la cannuccia: lo dobbiamo importare in Italia!

    Zia Bertilla gambling addicted. Da quando è apparsa nel pilot avevo intuito che sarebbe finita male! :-)

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